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Come fare il macerato di ortica

Aggiornamento: 10 ore fa


Come fare il macerato di ortica

Il macerato di ortica è un rimedio naturale antico, efficace e del tutto ecologico per combattere insetti e parassiti nell’orto. Aprile è il momento ideale per prepararlo, grazie alla facile reperibilità dell’ortica fresca.


In questa guida ti spiegherò come fare il macerato di ortica in 3 semplici passi, ma anche come utilizzarlo e quali benefici porta al tuo orto.


A cosa serve il macerato di ortica


Il macerato di ortica è ricco di azoto, minerali e sostanze che risultano sgradite a molti parassiti. In pratica può funzionare da repellente naturale contro afidi, acari e larve, ma anche da supporto alla crescita, perché “rinforza” le piante quando sono sotto stress.


Aprile è un ottimo momento per prepararlo: l’ortica giovane è facile da trovare e non è ancora andata a seme, quindi è più adatta alla macerazione.


Occorrente per il macerato di ortica


  • 1 kg di ortica fresca (foglie e fusti, senza semi)

  • 10 litri d’acqua (meglio piovana o non clorata)

  • Contenitore in plastica o vetro (mai metallo)

  • Bastone di legno per mescolare

  • Colino o telo per filtrare

  • Bottiglie scure o taniche per conservare


Come fare il macerato di ortica passo passo


La regola base è semplice: ortica fresca + acqua non clorata + pazienza.


  1. Raccogli ortiche giovani prima della fioritura (guanti obbligatori), tagliale grossolanamente e mettile nel contenitore.

  2. Aggiungi l’acqua e lascia il tutto all’ombra, all’aperto, mescolando ogni giorno: aiuti la fermentazione e limiti la formazione di “tappo” in superficie.

  3. Dopo circa 20–25 giorni il macerato è pronto quando smette di fare schiuma e l’odore diventa molto pungente. A quel punto filtra e travasa in bottiglie scure ben chiuse. Se vuoi accelerare la macerazione, tieni il contenitore tra 18°C e 25°C.




Come usare il macerato di ortica contro insetti e parassiti


Per uso antiparassitario diluisci 1 litro di macerato di ortica in 10 litri d’acqua e nebulizza sulle foglie nelle ore fresche (mattino o sera), insistendo sul retro delle foglie dove spesso si nascondono gli afidi.


Come rinforzante preventivo, un trattamento ogni 7–10 giorni è spesso sufficiente; come fertilizzante fogliare puoi usare una diluizione più leggera (circa 1:20) e trattare anche il terreno.


Irrigazione e gestione acqua quando applichi il macerato


L’acqua conta due volte: nella preparazione e nell’uso.

Se puoi, usa acqua piovana o lasciata decantare (meno cloro = fermentazione più regolare).


Dopo piogge intense le piante possono essere più vulnerabili: è un buon momento per un trattamento leggero, ma evita di spruzzare su foglie già sotto sole forte o su piante assetate.


Se l’orto è in vaso o su balcone, regola l’irrigazione per evitare ristagni: una pianta stressata dall’acqua (troppa o poca) reagisce peggio anche ai parassiti.




Osservazione e salute della pianta: quando intervenire davvero


Abituati a “leggere” le piante: foglie appiccicose (melata), puntini chiari, arricciamenti, formiche che salgono sui fusti, ragnatele sottili sono segnali utili per capire se intervenire. Controlla 2–3 volte a settimana, soprattutto pomodori, zucchine e insalate: l’osservazione ti fa agire presto e con dosi più leggere, mantenendo l’equilibrio dell’orto.


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Errori comuni da evitare con il macerato di ortica


Gli errori tipici sono: usare contenitori in metallo (rischio reazioni indesiderate), raccogliere ortiche vecchie o con semi, non mescolare mai (fermentazione irregolare), spruzzare sotto sole diretto (possibili bruciature). Ma anche sbagliare diluizione “andando a occhio”, trattare piante in fiore (per rispetto di api e impollinatori) e conservare il macerato in luce/caldo, facendolo degradare più in fretta.


Benefici pratici e mentali del macerato di ortica


Praticamente, il macerato di ortica riduce la dipendenza da pesticidi chimici, sostiene la crescita e può essere inserito in un approccio di orto sinergico e biodiverso (anche alternandolo, a rotazione, con infusi di aglio o altre preparazioni).


Mentalmente, prepararlo e usarlo è un piccolo rito: ti costringe a osservare, aspettare, capire i tempi della natura. È un lavoro concreto che dà gratificazione, spesso un senso di calma, perché vedi risultati reali sulle tue piante.


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