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Schiacciata di Pasqua livornese: ricetta tradizionale

Aggiornamento: 3 giorni fa


Schiacciata di pasqua livornese
Schiacciata di pasqua livornese

Se cerchi un dolce pasquale che profumi di Toscana, la schiacciata di Pasqua livornese è un classico che merita un posto in cucina. È soffice, appena umida al cuore e con quell’aroma inconfondibile dei semi di anice “ammorbiditi” nel Marsala.


Questa ricetta mi è stata tramandata da mia suocera: è più veloce rispetto ai procedimenti lunghi con molte lievitazioni, ma il risultato resta pieno, rotondo e decisamente tradizionale.


Schiacciata di Pasqua livornese: ingredienti e sostituzioni


Il bello della schiacciata di Pasqua livornese è che ha pochi ingredienti, ma ognuno conta: farina, uova, zucchero, aromi e una spinta lievitante delicata.


Se vuoi un gusto più “rustico”, la farina tipo 1 è perfetta; se invece preferisci una mollica ancora più fine, puoi usare una 0 (restando su una ricetta facile e più “da dispensa”).


Lo zucchero di barbabietola integrale dà una dolcezza calda e meno “secca”: in alternativa puoi usare zucchero semolato, sapendo che cambierà leggermente il profumo finale.


Sul fronte aromi, anice e Marsala sono l’anima: se non hai Marsala, puoi sostituire con un vino liquoroso simile (o, in emergenza, un vino dolce), ma il carattere “pasquale” ne risente. La vaniglia è un plus, non obbligatoria, ma rende il profumo più rotondo.


Ingredienti (dosi per 1 stampo da 20 cm)


  • 300 g farina tipo 1

  • 150 g zucchero di barbabietola integrale

  • 3 uova

  • 1 bicchiere di Marsala (per macerare l’anice)

  • 1 bicchiere di olio di girasole

  • 3 cucchiaini di semi di anice

  • 1 cucchiaino di vaniglia Bourbon (facoltativa)

  • 1 bustina di cremortartaro

  • 1 pizzico di sale


Occorrente


  • Stampo da 20 cm

  • Ciotola capiente

  • Frusta a mano o spatola

  • Setaccio (utile per farina/lievitante)


Procedimento passo passo


  1. La sera prima versa i semi di anice nel Marsala e lasciali a riposo: in questo modo si “aprono” e profumano l’intero impasto senza risultare pungenti.

  2. Il giorno dopo prepara lo stampo: ungilo con cura e spolveralo con farina, così la schiacciata si staccherà senza stress.

  3. In una ciotola capiente unisci gli ingredienti secchi: farina, zucchero, cremortartaro e (se la usi) vaniglia. Mescola per distribuire bene il lievitante, così la crescita in forno sarà uniforme.

  4. A parte sbatti leggermente le uova, giusto per romperle, poi versale nella ciotola insieme all’olio di girasole.

  5. A questo punto aggiungi il Marsala con i semi di anice, senza filtrare: è lì che sta il profumo. Completa con un pizzico di sale e lavora l’impasto finché diventa liscio e omogeneo, senza grumi.

  6. Versa nello stampo e livella delicatamente. Inforna in forno già caldo a 180°C e cuoci per circa 50 minuti.

  7. Negli ultimi 10 minuti controlla l’andamento: se la superficie scurisce troppo, puoi coprire con un foglio di alluminio.

  8. Una volta pronta, lasciala intiepidire prima di tagliarla: da calda sembra più fragile, mentre raffreddando si assesta e diventa perfetta da affettare. Servila a colazione di Pasqua o come merenda con vinsanto, tè o caffè.


Schiacciata di Pasqua livornese: cottura, tempi e trucchi


Qui si gioca tutto su tre cose: profumo dell’anice, consistenza dell’impasto e cottura lenta. Mettere i semi di anice a “macerare” nel Marsala dalla sera prima non è un vezzo: intensifica davvero l’aroma e rende la schiacciata più fedele alla tradizione.


In cottura, 180°C statico è un buon riferimento, ma ogni forno è una storia a sé: la schiacciata di Pasqua livornese deve cuocere fino a risultare dorata e asciutta in superficie, ma senza diventare secca dentro.

Un controllo con stecchino verso fine cottura è utile: se esce pulito, puoi spegnere; se esce con briciole umide, lasciala ancora qualche minuto.




Errori comuni da evitare


Il primo errore è saltare la macerazione dell’anice: la schiacciata viene buona lo stesso, ma perde proprio la nota tipica. Un altro passo critico è mescolare male il cremortartaro con la farina: se resta “a chiazze”, la lievitazione può risultare irregolare.


Attenzione anche alla cottura: tirarla fuori troppo presto significa interno umido e collassato; lasciarla troppo significa dolce asciutto.


Infine, non tagliarla appena sfornata: aspetta almeno finché è tiepida, così la fetta regge e la consistenza è quella giusta.


possibili varianti


Se vuoi una versione più leggera, puoi ridurre leggermente lo zucchero (senza stravolgere l’equilibrio) e scegliere un olio dal gusto più neutro possibile: il dolce resterà profumato e meno “carico”.


Per una variante più veloce nei tempi, puoi macerare l’anice anche solo per qualche ora (mattina per pomeriggio): non è identico alla notte intera, ma ti avvicina al risultato quando sei di corsa.


In alternativa, se non ami l’anice, puoi sostituirlo con scorza di agrumi (arancia o limone) per una versione più delicata e agrumata, sempre pasquale.


come Conservarla?

La schiacciata di Pasqua livornese si conserva bene a temperatura ambiente per 2–3 giorni, meglio se sotto una campana o in un contenitore chiuso, così resta morbida.


In frigo tende ad asciugarsi: se proprio devi, poi riportala a temperatura ambiente prima di servirla.


Puoi anche congelare delle fette: avvolgile singolarmente e scongelale a temperatura ambiente. Per “rigenerarla” appena, basta qualche minuto in forno spento ma ancora tiepido (o pochissimo in microonde), giusto per ridare fragranza senza seccarla.


Abbinamenti e servizio


Tradizionalmente è perfetta con vinsanto, ma funziona benissimo anche con un tè nero profumato o un caffè. A colazione, prova una fetta leggermente scaldata: l’anice si sente di più e la schiacciata sembra appena fatta.


È anche un’ottima idea da portare come dolce semplice per un pranzo di Pasqua o una merenda “tradizionale” senza complicazioni.


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